Il Gruppo Folkloristico ' Le Contrade'
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Storia, repertorio, balli e strumenti musicali
del GRUPPO FOLK SPIGNESE

Storia

Il gruppo folclorico fu fondato nel 1980 con il preciso intento di rievocare e tramandare le usanze tipiche e tradizionali spignesi. C'è stato fin da subito un forte impegno nella ricerca dei costumi, delle musiche, dei canti e dei balli
caratteristici del passato di Spigno.
In considerazione delle molte contrade in cui è suddiviso il paese, e che in ognuna delle quali c'erano degli elementi tipici che la contraddistinguevano dalle altre, il gruppo folklorico assunse il nome "Le Contrade" nel dicembre del 1983.
Nel 1995 il Gruppo si costituisce legalmente in Associazione Culturale e Folclorica denominata "Gruppo Folklorico Le Contrade".
Il "Gruppo Folklorico Le Contrade" partecipa a molteplici manifestazioni in tutta Italia e ha fatto conoscere le tradizioni spignesi anche all'estero, visitando ed esibendosi in paesi come gli Stati Uniti, Il Canada, la Bielorussia,
la Grecia, la Polonia, la Romania,
la Spagna e la Francia.

REPERTORIO

Il fine dello spettacolo è di riproporre scene di vita paesana, usanze e costumi dei nostri progenitori attraverso canti,
balli e musiche.
Alcuni elementi sono autentici, mentre altri
sono stati riadattati all'esigenza.

BALLI

. Saluto
. Zompecarella
. Polka tradizionale spignese
. Tarantella spignese
. Ballarella
. Gliu Lacciu (accompagnato dal canto "Facci de Cerasella")
. Ballo del Fazzoletto
. Saltarello Aurunco
. Quadriglia
. Ballo della Zappattura
. Raccolta delle Olive
. Boscaiolo
Gruppo Folklorico LE CONTRADE

Strumenti Musicali
Oltre che sui canti popolari il folclore richiama la nostra attenzione su
alcuni strumenti musicali di produzione artigianale quali il buki-buki,
la piroletta (armonica) e la zampogna.

Per ulteriori informazioni relative al folk spignese
si rimanda al sito web del Gruppo:
Sito web ' Le Contrade '

Costumi Tradizionali Spignesi

IL COSTUME FEMMINILE

Il costume femminile adottato prende come riferimento quello della pacchiana spignese nell' Ottocento, il quale, pur con qualche piccola variazioni nel tempo, è stato indossato dalle donne spignesi fino alla seconda guerra mondiale.
Il primo capo ad essere indossato è la camicia di tela bianca inamidata, avente ampie maniche pieghettate minutamente e piccoli motivi ricamati all'attaccatura delle maniche, intorno al collo, ai bottoni e ai polsi.
Un bustino , detto "corpetto", intarsiato da fili colorati, dorati e argentei ha la funzionalità
di "contenere" e sostenere il seno, viene infilato sopra la camicia.
Esso è coperto da uno scialle piegato a triangolo, "la scolla",
anche questo avente motivi floreali policromi, e rifinito con delle frange.
Un elemento di biancheria consiste nel "sottogonna" , una specie di semplice sottoveste bianca, orlata con del pizzo sangallo ed avente lo scopo di rendere più voluminosa la gonna.
Ora viene la volta della gonna. "Gliu sottanino" è molto ampio e ricamato vicino l'orlo
oppure è applicata una bordura denominata "ziarella".
Nella parte posteriore è parzialmente ricoperto dalla "pagnuccia", un panno rosso piegato a triangolo e fissato in vita sul davanti; questa permetteva alle donne di portare effetti personali nelle sue piegature sull'addome.
Infine non poteva mancare il grembiule chiamato "mantisino" arricchito di ricami,
ziarelle e una particolare arricciatura "a picciottelle".
Di particolare interesse è la "tovaglia", copricapo di mussola bianca ricamato con le cifre della proprietaria
e motivi floreali, e ornato di un merletto lavorato al tombolo.
E' impreziosito da due spille, dette "spingolelle", delle quali quella appuntata alla sua sommità era necessaria
per fissare la tovaglia ai capelli, mentre l'altra era ornamentale.
Vengono usati anche altri monili, quali le "cannacche" (collane), "gliu laccio" (lunga catena d'oro), la "susta" (collarino di velluto con ciondolo), gli "campanari" o "navette"
oppure "rosettelle" (orecchini) e un'altra spingolella che fissava le collane alla scolla.
Questi accessori venivano regalati alle ragazze in età da marito.
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IL COSTUME MASCHILE
Il costume maschile si presenta molto meno elaborato per consentire
libertà di movimento nei campi e nella vita di tutti i giorni.
Il primo indumento è la camicia bianca di cotone, con pochi e piccoli ricami solamente se del "vestito della festa".
Indossano un gilet nero con taschini, e dei pantaloni alla zuava sempre neri fermati al ginocchio con dei bottoni; le gambe sono coperte da calzettoni bianchi di filo di Scozia.
Il collo, invece è cinto da un piccolo foulard rosso, ripiegato in due, e fermato sul davanti da un anello d'oro.
E per finire vi è l'immancabile cappello, di feltro nero.
Questo costume ha diverse similitudini con altri di culture più o meno limitrofe.

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